Comune di Camerota

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Camerota (Cammarota in dialetto cilentano[2]) è un comune italiano di 7.103 abitanti della provincia di Salerno in Campania. Chiamata anche “Camerota alta” o anche “Camerota paese” per distinguerla dalla frazione Marina di Camerota, poiché, per abbreviare, viene appellata come solo “Camerota” quando, invece, si vuole indicare la frazione “Marina di Camerota”. L’abitato si presenta come un paese caratterizzato da una forte impronta medioevale, il centro storico è ben delineato e sono ancora visibili numerosi edifici risalenti a quell’epoca.

L’abitato di Camerota si trova nel Cilento meridionale e sorge in collina, lungo la strada provinciale che collega Marina di Camerota a Licusati per poi congiungersi alla SS 562 nei pressi di San Severino (frazione di Centola). Da Marina dista 5 km, da Licusati 4 e da Lentiscosa, vicina in linea d’aria e congiunta tramite sentiero, circa 9 km di strada carreggiabile. Sede di un eliporto, ha i rilievi più vicini nei monti Timpa Pistillo (723 m, ad est), S. Antonio (507 m, a sud-ovest) e Croce del Calvario (643 m, a nord-ovest). Rientra nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. La fascia costiera misura 32 km, lungo la quale ci sono molte insenature, grotte e spiagge.

La popolazione del comune si concentra soprattutto nella località balneare di Camerota, ovvero l’abitato di Marina di Camerota. Seguono per popolazione la frazione di Licusati (1.815), Camerota (1.415) e infine la frazione di Lentiscosa (1.221).

Storia

Il suo nome deriva molto probabilmente dal greco καμαρὸτος (traslitt. kamaròtos, “ricurvo”) o dal latino Camurus (“incurvato”)[3].In entrambi i casi si riferisce alle numerose grotte calcaree, in cui ad oggi è possibile trovare reperti archeologi risalenti all’era Paleolitica. Infatti il territorio è uno dei luoghi più importante in Italia per lo studio della cultura preistorica lungo la costa. Si trovano persino resti di ippopotami come preda della caccia.

Una spada di bronzo è stata trovata sul territorio, ma ci sono pochissime tracce di frequentazione durante il periodo della colonizzazione greca e dell’Impero Romano.

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo, i pochi ritrovamenti attestano di un territorio scarsamente popolato. Solo a Policastro, vicino al territorio, si trova traccia di un tentativo di ricostruzione delle fortificazioni e della chiesa episcopale con il suo bell’abside trichoro bizantino del VI secolo. Nel secolo successivo le regioni dell’entroterra cadevano sotto la dominazione longobarda, mentre la dominazione navale dell’Impero Romano da Costantinopoli assicurava il minimo di vita urbana a posti fortificati lungo la costa, come a Policastro, Molpa e Agropoli. La lingua amministrativa, militare ed ecclesiastica nell’enclave imperiale era greca come già a Costantinopoli. I monaci, che troviamo nei secoli successivi dalla Calabria settentrionale fino a gran parte del Cilento, erano di lingua greca, ma in genere erano italiani nativi del Mezzogiorno e di conseguenza sono denominati italo-greci.

Con il diffondersi della cultura musulmana nel VII secolo, che acquistò forza navale di Siria ed Egitto, la dominazione romana del mare venne penalizzata e l’intera geopolitica del Mediterraneo cambiò.

Nell’alto medioevo il territorio strategico di Camerota era una zona di confine fra il longobardo Principato di Salerno e l’imperiale thema di Calabria bizantino. La regione nell’alto medioevo, scarsamente popolata, ospitava eremiti italo-greci che occupavano le grotte come quella di San Biagio. Insediamenti rurali nascevano vicino alle badie italo-greche di San Cono(one) e di San Pietro a Licusati prima dell’inizio dell’XI secolo. Nella badia vicino a San Giovanni a Piro esisteva uno scriptorium già noto dal 1020, dove si trascrivevano codici in greco bizantino. Non ci sono indizi che il territorio di Camerota fosse integrato nella notevole espansione economica e demografica del principato longobardo. Non si sa nemmeno se i longobardi a Camerota avevano creato una fortificazione con una guarnigione. Però si sa che con l’avvento dei normanni il territorio cominciava ad essere popolato e capace di produrre ricchezza.

Dopo la conquista di Salerno ad opera dei Normanni nel 1076, appare una famiglia signorile nel territorio, con consistente proprietà nel Cilento. Florio di Camerota era un funzionario reale molto in vista nel Regno di Sicilia durante la seconda meta del XII secolo.

Essendo un territorio strategico, Camerota ha sofferto molto durante la guerra dei Vespri Siciliani alla fine del XIII secolo, che termina con la divisione del Regno fra la parte di Napoli e quella di Sicilia.

Nel 1552 la cittadina è devastata e saccheggiata dai Turchi del raìs Dragut. Nel 1647 la città, cavalcando la sommossa di Masaniello, si solleva contro il proprio signore e nel 1828 aderisce ai moti cilentani soffocati dai Borboni. Conseguentemente vengono fatte edificare dal viceré di Napoli le Torri di vedetta, che sono tuttora visibili.

Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia è stato capoluogo dell’omonimo mandamento appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.